SMA e staminali: una corretta informazione

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I clinici e i ricercatori afferenti all’Associazione Italiana di Miologia – AIM, molto colpiti da quanto comunicato in una recente e nota trasmissione televisiva, andata in onda il 24 febbraio scorso, in relazione al caso di una piccola paziente affetta da atrofia muscolare spinale (SMA) di tipo I (una malattia genetica estremamente grave) e trattata con il trapianto di un tipo particolare di cellule staminali – le cosiddette “mesenchimali adulte” – riferite a una pratica condotta dalla ONLUS Stamina Foundation, sentono il bisogno di spiegare alle famiglie quale sia il reale stato dell’arte sul possibile impiego delle Staminali nelle SMA e quanto il messaggio trasmesso dalla trasmissione fosse fortemente errato e fuorviante.

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Premesso che l’identificazione di una cura per la SMA è l’obiettivo primario di noi tutti, comunità scientifica, pazienti, associazioni di pazienti e famiglie, sia italiane che internazionali, da quanto diffuso nella trasmissione sopra indicata – ma anche in passato in articoli di quotidiani e periodici, oltreché in servizi di telegiornali – emerge che il trapianto di questo tipo di cellule staminali avrebbe prodotto risultati positivi e che questi sarebbero stati validati da Istituzioni Pubbliche, quali i TAR (Tribunali Amministrativi Regionali), affinché tale tipo di trattamento venga esteso ad altri pazienti affetti dalla stessa malattia.

In realtà, si sta studiando molto perché le cellule staminali diventino una terapia applicabile, ma al momento siamo in possesso di soli dati sperimentali, derivanti da studi in laboratorio e sui modelli animali e non trasferibili all’uomo senza ulteriori ricerche. Decine di centri di ricerca stanno infatti lavorando per l’identificazione di una terapia per la SMA, un impegno cui il nostro Paese partecipa attivamente, stante l’esistenza di strutture in prima linea e all’avanguardia nel panorama mondiale.

Ad oggi, sono state sviluppate una decina di potenziali terapie per questa devastante malattia (comprese alcune basate sull’uso delle cellule staminali) che, a differenza dell’approccio proposto da Stamina Foundation, sono supportate da robusti dati scientifici preliminari, e hanno dimostrato la loro efficacia potenziale su modelli animali della malattia. Questi dati sperimentali sono stati messi a disposizione e ampiamente discussi dalla comunità scientifica internazionale e, cosa estremamente rilevante, sono regolarmente pubblicati su riviste scientifiche specializzate…leggi tutto

fonte: uildm.org

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